La donna che contemplava i calzini

novembre 14, 2009

Vuoi sapere quanti uomini ho amato, apri quel cassetto. Sì, il settimanale di mogano, primo cassetto da destra. Guarda…Li vedi? Se vuoi mettiti a contare, che io ho perso il conto. Ma poi non dirmelo il numero che a me va bene così, aprire il cassetto e toccarli i calzini mi basta. Non li ho mai contati, che non sta bene. Sì, quelli sono calzini, maschili, diversi e tutti belli. Sono i calzini degli uomini che ho amato, tutti singoli, quelli del piede sinistro. No, non me li hanno regalati. Li ho rubati, li ho nascosti sotto il materasso mentre loro dormivano. Loro sono tornati a casa con un piede nudo, io ho riempito il mio cassetto. Vedi, ci sono quelli di lana; quelli di morbida microfibra, così caldi e aderenti; quelli di spugna, che c’è ancora addosso il sudore di una corsa e poi c’è il filo di scozia, roba da signori eleganti che però li portano anche certi operai per bene che per amor del piede spendono un pochino. A me piacciono i calzini, li ruberei tutti e due ma poi penso che sarebbe un moto di egoismo eccessivo e allora mi accontento di uno solo. Li metto nel cassetto e poi, quando tutto finisce e il desiderio diventa solo un ricordo, a me resta un calzino da ammirare, annusare, toccare. Ce ne sono di bianchi, che a me paiono così modesti. Ce ne sono di neri, così virili. Ce ne sono di estrosi, a righine, a quadri, blu e arancioni, a costine o lisci. Uno per ogni uomo, uno per ogni ricordo. Ce ne sono di corti che mi stanno appena come un guanto quando ci infilo la mano e mi ricordano certe dita curiose. Ce ne sono di lunghi, che mi ci avvolgo come con una sciarpetta e mi ricordano certi caldi abbracci. A volte apro solo il cassetto e li ammiro da lontano, lì, gettati alla rinfusa, senza il gemello a far loro compagnia e mi chiedo se i fratelli son stati gettati perché orfani o se sono stati infilati pure loro in un cassetto, sotto le camicie e le canottiere, nella speranza un giorno di non restar più spaiati, come sono io adesso. Contemplativa e spaiata, con una montagna di calzini soli, che se li annodo tutti, ci farei il cappio perfetto. Ne son sicura, sarebbe caldo al punto giusto. Basterebbe un hop di incoraggiamento. Solo che non ho voglia, e chiudo il cassetto.

Ci abbiamo preso gusto. Nuovo esperimento di scambismo con http://dilaudid-dilaudid.blogspot.com.

7 Risposte to “La donna che contemplava i calzini”

  1. claire1 Dice:

    eh fata i cassetti servono per chiuderci dentro tante cose, solo che, purtroppo, ogni tanto bisogna riaprirli :D

  2. dilaudid Dice:

    troppo scambismo è promiscuo, conosci calzini a menadito.

  3. dilaudid Dice:

    dobbiamo convertire tutti allo scambismo

  4. paola Dice:

    cara, proprio ieri sera al “Tenco” ho sentito Vinicio Capossela
    cantare questa…..

    te ne faccio dono per ringraziarti di quello che scrivi.
    paola


  5. infatti Paola, mi era venuta in mente…grazie :)

  6. Peppermind Dice:

    Il finale… il finale…
    Che roba!


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